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domenica 23 gennaio 2011

C'e sempre una speranza (7)

Vegeta e Kurt, due spietati soldati delle S.S., le Schutzstaffel, all'arrivo del treno al campo di sterminio, conducono, insieme ai loro comilitoni, gli ebrei all'interno del lager.
Rischiando ogni giorno la morte, una Judea riuscirà a rompere il ghiaccio nel cuore del crudele soldato. Riusciranno a scappare da Auschwitz? Si salveranno? Non vi resta che leggere.
Storia scritta con Stellina86
 
Autore: vegeta4e 
Rating: Arancione 
Genere: Guerra, Romantico, Storico
Personaggi: Bulma, Chichi, Goku, Nuovo personaggio, Vegeta
Note: AU
Categoria: Anime & Manga > Dragon Ball 

Capitolo7
 
26 Giugno 1944 - Cracovia - Polonia

Dopo qualche ora il nostro turno finisce e finalmente posso andare a recuperare le ore di sonno perdute. Entro al commando seguito da Kurt, andiamo poi nella nostra camera. Mi lascio cadere sfinito sul letto sotto lo sguardo interdetto del mio compagno.

“ Eeeh... L'età si fa sentire amico “

“ Ma stai zitto. Sei più vecchio di me “ rido

“ Hmhmhm appunto! Io che sono più vecchio non sono stanco “

“ Genio, tu hai dormito, io no “

“ Sei sicuro di stare bene? Tu di solito dormi più del materasso, per fortuna che non russi! “

“ Sì che sto bene... Ho solo avuto difficoltà ad addormentarmi, tutto qui “

“ Mah... Sarà “ si sdraia anche lui sul suo letto

“ Certo che qui ci si annoia a volte. Non c'è niente da fare “ dico sospirando

“ Beh possiamo sempre torturare Franz! Ahahah ti ricordi che faccia che ha fatto quando siamo andati dal comandante mentre era nudo come un verme? “

“ Hmhmhm e chi se lo dimentica! “ rido

“ Ci credo che si vergognava! Un bambino di dieci anni è messo meglio di lui. Ah! Ho scoperto perché è il cocco del comandante, tsk “

“ Cosa?! Dimmi! “

“ È il figlio del fratello, lo stronzetto. Lo zietto l'ha fatto salire di grado “

“ Tsk! Noi ci siamo fatti il culo per arrivare qui e lui arriva bello fresco! “

“ Già! Ma nonostante questo è ancora sotto di noi “ dice lui

“ Ci mancherebbe! Se il comandante mi mette agli ordini di quel marmocchio mi sentirà! “

“ Ci puoi giurare amico! Di sicuro io non starò buono e zitto “
Quella notte esco come sempre, nascondendo un pezzo di pane nella tasca dei pantaloni. Mi nascondo correndo dietro la baracca e dopo aver bussato due volte, due assi si spostano, e l'azzurra fa capolino. Si alza spolverandosi i pantaloni della casacca e mi si butta al collo, baciandomi. Ormai andiamo avanti così da una settimana, per fortuna ancora non ci ha scoperti nessuno. Tiro fuori dalla tasca il pezzo di pane, lei lo prende, fissandolo delusa

“ Come mai è così piccolo? “

“ Non posso di certo portarti la forma intera! Se ne accorgerebbero subito! “

“ No... Quella intera no, ma un po' più grande... “

“ Tu cerchi di prendermi in giro, vero? Questo pezzo per una persona basta. Tu lo dividi con qualcuno “

“ ... Io... No... “

“ Dimmi con chi lo dividi! “ in quel momento vedo alla mia sinistra un testa spuntare dal buco delle assi e allora comprendo, ecco come ha fatto a salvarsi quel moscerino! Si era nascosto in baracca!!

“ Brutto! “ scatto verso di lui abbassandomi per tentare di prenderlo. Lui corre dentro terrorizzato. Cazzo! Se lo dice a qualcuno sono fottuto!

“ Fermo! Lascialo! È solo un bambino! “ dice lei

“ È a lui che dai il cibo, vero?! “

“ ... Sì ... “

“ Se quello lo dice ci fanno fuori! “

“ Gli ho spiegato la situazione. Non dirà una parola “

“ Me lo auguro! Ma se provi a dare cibo anche agli altri non ne avrai più! “

“ Cos'ho di diverso io rispetto a loro? Perché a me sì e a loro no? “

“ Perché lo decido io! “

“ Rispondimi! “

“ Ti ho risposto! “

“ No! “

“ Adesso smettila! Devo andare. Va dentro e non farti vedere “ lei mi guarda stringendo nelle mani il pezzo di pane

“ Va bene “ si accuccia ed entra nella baracca. Io torno al commando. Silenziosamente entro in stanza, mi levo gli stivali e mi metto a letto. Mezz'ora dopo Kurt si gira su un fianco, svegliandosi

“ Vegeta... “

“ Mmm “

“ Ti devo parlare “

“ Dimmi “

“ ... È da un po' che l'ho notato. La dispensa ultimamente si svuota. Manca spesso il pane, tu ne sai qualcosa? “

“ Io? E perché dovrei? “ dico fingendo indifferenza

“ Non so. Vorrei capire chi è che prende il cibo di notte “

“ Io no “

“ Ok. Allora se scopri qualcosa avvertimi “ sbadiglia. Non posso non dirglielo, è il mio migliore amico

“ Kurt... Io mi fido di te. Sei come un fratello per me... Posso sempre fare affidamento su di te... Giura che quello che sto per dirti non lo dirai a nessuno “

“ Che hai combinato? “

“ ... Sai l'ebrea con i capelli azzurri... “

“ Tsk sì. Ci da un sacco di grattacapi quella! “

“ ... Ecco... Io... Credo di provare qualcosa per lei... “

“ Tu cosa?! Sei impazzito?! “

“ Non lo so “

“ Non approvo assolutamente! Vegeta!! Ti porterà solo guai! Se gli altri lo scoprono ti fucileranno all'istante! “

“ Lo so! Tu non sai quante volte ho provato a convincermi! Non faccio altro che ripetermi che sto sbagliando, che è una pazzia!! Ma non ci riesco! “

“ Trovatene un'altra! Rassegnati, quella finirà nelle camere a gas, proprio come tutti gli altri! “

“ No. Lo impedirò “

“ E come? Sentiamo! “

“ Non lo so! Chiederò di essere io a fare le selezioni per le camere, così non la sceglierò! “

“ Non potrai farlo sempre tu! I turni cambiano, lo sai! “

“ Vorrà dire che se toccherà a te non la sceglierai! “

“ Cosa?! Dovrei salvare una sporca ebrea? “

“ Lei non ha fatto niente! Era un dottore! “

“ Non difenderla!! “

“ Anche mia nonna allora era una sporca ebrea! Eppure non ha mai fatto nulla contro la Germania! “

“ Tua nonna ora non c'entra! “

“ C'entra eccome! Non puoi escluderla solo perché era mia nonna! Apparteneva anche lei alla razza ebraica! “

“ ... Le donne ariane sono molto meglio! “

“ Non ho deciso io di farmela piacere! “

“ Sei senza speranze... “ sospira

“ Mi aiuterai, vero? “

“ Sì... Ma solo perché sei tu! Ecco perché il cibo spariva! “

“ ........ “

Ogni mattina facciamo l'appello e la marcia e Kurt continua a tenere d'occhio l'ebrea. Finito il nostro turno facciamo per tornare nella nostra baracca, quando vedo un prigioniero appoggiato al muro, dal simbolo sulla sua casacca capisco che si tratta di un criminale comunista italiano, probabilmente un partigiano. Mi avvicino prendendolo per il
colletto

“ Ma chi abbiamo qui! “ lui non risponde

“ Vegeta andiamo. Non ho voglia di perdere tempo con questo animale “ dice Kurt

“ Hmhmhm aspetta, voglio divertirmi. Canta!! “ inizia a cantare una canzone in italiano

“ Canta una canzone nazista!! “ lui si ferma fissandomi con aria di sfida. Mi sorge il dubbio che non mi capisca.

“ Capisci quello che dico, italiano? “ lui non fa nè sì nè no. In quel momento passa Hans un comilitone, accompagnato dall'inseparabile cane Friz, un dobermann enorme

“ Hans!! Friz per caso ha fame? “

“ Hmhmhm ha giusto un languorino! “ ghigna avvicinandosi. L’italiano sbianca

“ Hai un'ultima possibilità. O canti o finisci nello stomaco di Friz “ ghigno

“ NON CANTERÒ MAI LE VOSTRE CANZONI NAZISTE!! “ urla

“ Molto bene “ lo lascio cadere malamente al suolo

“ FRIZ!! ATTACCALO!! “ il cane abbaia e gli si scaglia contro, sventrandolo. In un minuto l'italiano è immerso in un lago di sangue privo di vita.


            … To be continued…
 

C'e sempre una speranza (6)

Vegeta e Kurt, due spietati soldati delle S.S., le Schutzstaffel, all'arrivo del treno al campo di sterminio, conducono, insieme ai loro comilitoni, gli ebrei all'interno del lager.
Rischiando ogni giorno la morte, una Judea riuscirà a rompere il ghiaccio nel cuore del crudele soldato. Riusciranno a scappare da Auschwitz? Si salveranno? Non vi resta che leggere.
Storia scritta con Stellina86
 
Autore: vegeta4e 
Rating: Arancione 
Genere: Guerra, Romantico, Storico
Personaggi: Bulma, Chichi, Goku, Nuovo personaggio, Vegeta
Note: AU
Categoria: Anime & Manga > Dragon Ball 

Capitolo 6

19 Giugno 1944 - Cracovia - Polonia

“ ... Non voglio andare... “ sussurra lei

“ Non posso farci niente. Devo obbedire “

“ ........... “ usciamo dalla baracca utilizzata come infermeria, e andiamo verso quella del Dottore. Una volta arrivati, busso. La porta si apre, e ci ritroviamo davanti il Dottore con solo i pantaloni addosso

“ Ciao. Che vuoi? “ dice lui

“ Ehm... Mi aveva detto di portarle l'ebrea... “

“ Ah, giusto. Non importa ragazzo. Ne ho già presa molta per oggi “ detto ciò mi chiude la porta in faccia.

“ ... Ma... “ ancora sconvolto per questo repentino cambiamento di programma mi volto, e riporto l'ebrea nella baracca dei detenuti. Dopo averla chiusa dentro torno al commando. Ormai è buio e l'aria è pungente. Entro sfregandomi le mani per riscaldarle, dirigendomi poi in mensa. Da un tavolo Kurt mi fa cenno di raggiungerlo e subito vado da lui, sedendomi accanto al mio amico

“ Ehi, ciao! Com'è andata in infermeria? “ mi chiede

“ Tutto bene “ mi torna in mente la scopata con la prigioniera

“ Hmhmm il Dottore se n'è scopata qualcuna? “

“ ... Ehm... Sì. Non so quante però “
Dopo cena ci rechiamo in stanza per la notte, entrambi sfiniti. La mattina dopo Kurt ed io andiamo alla baracca e svegliamo i prigionieri. Ordino loro di mettersi in fila come al solito e lo sguardo mi cade sull'ebrea dai capelli turchini. Lei ricambia il mio sguardo. Prendo la lista per l'appello e leggo uno ad uno i numeri scritti sul foglio. Non manca nessuno, così Kurt dà l'ordine di iniziare la marcia. Mentre loro cantano mi ritrovo più volte a fissare l'ebrea

“ Ehi Vegeta, guarda quella Judea “ mi dice Kurt

“ Mmm? Quale? “

“ Quella con i capelli azzurri. Dovresti ammazzarla “

“ E perché? È ancora abile al lavoro “

“ È un po' troppo ribelle per i miei gusti. Ti fissa negli occhi! Quegli animali devono tener sempre gli occhi bassi, lo sappiamo noi e lo sanno anche loro! “

“ Tsk ti fai tanti problemi per nulla. Rilassati “

“ Io sono rilassato, ma mi irrita il fatto che una sporca ebrea si prenda tanta confidenza “

“ Tanto prima o poi farà la stessa fine degli altri “ ghigno

“ Tsk questi ebrei puzzano anche quando li bruci “

“ Che ci vuoi fare. Sono animali “ La marcia dura fino alla fine del nostro turno. I giorni proseguono monotoni. Sveglia alle cinque e mezza, appello, marcia, pranzo, marcia, cena, letto. Passa una settimana e una sera nel letto, mi torna in mente per l'ennesima volta la stessa immagine che ormai mi tormenta da giorni. Io e l'ebrea sul lettino dell'infermeria. Mi giro supino per l'ennesima volta. Sono accaldato e sospiro cercando di calmarmi. Mi passo una mano sulla fronte imperlata di sudore e senza svegliare Kurt, scosto le coperte e scendo dal letto. Mi infilo gli stivali ed esco dalla stanza, a passo felpato mi dirigo verso la dispensa delle provviste. Afferro una pagnotta di medie dimensioni nascondendola poi nella giacca della divisa. Senza farmi vedere esco dal commando, avanzo nella neve diretto verso le baracche dei prigionieri. Arrivato alla porta di una di esse, dò due colpi sordi. Silenzio. Busso ancora due volte, dopo di che apro un piccolo spiraglio. L'interno della baracca viene illuminato debolmente dalla luce fioca della luna

“ So che sei sveglia. Esci “ dico. Vedo una figura alzarsi dal giaciglio e camminare lentamente verso la porta. Una volta fuori chiudo la porta, afferro il braccio magro della prigioniera e la porto dietro la baracca per non essere visti. Una volta nascosti la metto spalle al muro, e la bacio rudemente. Lei all'inizio sembra tesa, ma poi ricambia. Mi dò mentalmente dell'idiota per quello che sto facendo, ma nonostante tutti i miei sforzi non riesco a staccarmi da lei. Dopo un po' smettiamo per riprendere fiato, lei mi fissa con gli occhi sgranati. Prendo dalla giacca il pane e glielo porgo. Se prima era sorpresa adesso è senz'altro scioccata.

“ Beh? Non la prendi?! Dici che patite la fame e davanti a del pane mi fissi come se avessi visto un fantasma! “

“ ...... Perché me lo dai? Se ti beccano ti fanno fuori... “

“ Non sono affari tuoi. Prendilo o lo porto indietro “

“ ... Grazie... “ prende timidamente la forma di pane la divide a metà ed inizia a mangiarne una parte

“ Perchè non la mangi tutta? “

“ ... Perché l'altro pezzo lo mangio dopo “

“ Assolutamente no! “

“ E perché mai?! “

“ Se gli altri prigionieri ti vedono il pane ti linciano, e se la cosa giunge alle orecchie dei miei comilitoni ci rimetto anch’io! “

“ Non ti ho chiesto io di portarmi il cibo! “

“ Questo sarebbe il tuo ringraziamento?! “

“ ... Senti... Non mi farò vedere. Dormono tutti ora “

“ Stammi a sentire. Se vuoi che continui a portarti del pane non devi assolutamente farti vedere, tanto meno dividere! “

“ ... Lo so... Sta tranquillo “
“ No non sto tranquillo. Quello che ti porto non voglio che vada negli stomaci degli altri! “ ci sono pochi secondi di silenzio

“ .... Sei diverso tu “ sorride

“ Ti sbagli “

“ Tu non sei come gli altri! C'è qualcosa di diverso in te, anche se sei comunque uno stronzo! L'ho capito quando abbiamo fatto sesso. Avresti potuto picchiarmi durante l'atto o uccidermi dopo... Ma non l'hai fatto “

“ ... Tsk e mi devo anche prendere le botte di stronzo! “

“ Vedi? Sei diverso. Se avessi detto una cosa del genere ad un altro di voi sarei morta all'istante “

“ ... Adesso devo andare. E fai quello che ho detto, non dividere il pane con nessuno “

“ Va bene ... Grazie “ senza dire niente apro una specie di varco nel retro della baracca spostando gli assi giusti. Lei mi guarda sorpresa, per poi entrare. Senza farmi notare corro verso il commando. Fortunatamente nei corridoi non c'è nessuno, dandomi così via libera per tornare in camera. La mattina dopo riprende tutto normalmente. Durante l'appello guardo ancora l'ebrea, la quale, dopo aver mangiato il pane, mi sembra forse più in forze. Ordino a Franz di far iniziare la marcia, dopo l’uscita di stanotte non ho più chiuso occhio.

“ Vegeta, tutto bene? “ mi dice Kurt appoggiandomi una mano sulla spalla

“ ... Sì... Sono solo stanco. Stanotte non ho dormito molto “

“ Capisco. Beh, resisti ancora un po', il nostro turno finirà tra poco, poi potrai riposare un po’ “

“ Lo so... “

“ Senti... Sei sicuro di stare bene? Ultimamente mi sembri un po' più morbido nei modi “

“ Che vuoi dire? “

“ Voglio dire che non sei abbastanza severo secondo me. Prima non potevano sgarrare di tanto così, che si trovavano il piombo nel cervello “

“ Non mi sembra di essere più permissivo rispetto a prima “

“ Allora dovresti insegnare a quell'ebrea a non sfidarti “

“ L'azzurra? “

“ Esatto. Non fa altro che guardarti. Ti sfida con lo sguardo “

“ ... Per me interpreti male “

“ E come dovrei interpretarlo? Sono due i motivi per cui potrebbe guardarti. O ti sfida o prova attrazione per te “

“ Stai forse insinuando che sono brutto?! “

“ No, però... Ecco... “

“ Non è che visto che è ebrea non le funzionano gli occhi. I belli li vedono tutti “

“ Hmhmhm sempre il solito modesto eh? “

“ Ahahah realista, vorrai dire “

“ Quindi secondo te hai fatto colpo?! “

“ Non so ... Comunque sia non mi interessa! “

“ Mah... Comunque anche se fosse non deve prendersi certe confidenze, e lo sai “

“ Sì. E tu sai anche quali sono i reali motivi per cui sono entrato nelle SS., lo sai, più di tanto non mi interessa “

Ero appena stato preso nelle squadre naziste, e da apprendista, venni affidato ad un componente delle SS. Avevo poco più di vent'anni, quando entrai per la prima volta in una caserma tedesca. Il comandante, dopo aver osservato bene i nuovi arrivati, compreso me, mi si avvicinò

“ Io ti conosco. Ho sentito parlare di te, si dice che nonostante tu sia una matricola sia in gamba “

“ Grazie signore “

“ È una cosa che non facciamo mai, ma voglio metterti alla prova, ragazzo. Ti affiderò a uno dei soldati migliori delle SS. e se lui ti riterrà all'altezza potrai entrare subito nelle Schutzstaffeln “

“ Farò del mio meglio signore. Non la deluderò “

“ Molto bene. Kurt!! Vieni qui! “ voltai lo sguardo a destra e vidi spuntare da dietro il muro un ragazzo di tre o quattro anni più grande di me. Appena mi raggiunse mi poggiò amichevolmente una
mano sulla spalla destra

“ Sono sicuro che da questo ragazzo potremo aspettarci molto, signore “ disse lui

“ Me lo auguro. Adesso andate “ il mio istruttore si voltò e s’incamminò in una stanza adiacente, io lo seguii all'interno di essa. Appena entrati trovai un ebreo sui cinquant'anni che appena ci vide sbiancò.

“ Fammi vedere quello che sai fare “ mi sorrise lui. Ghignai e mi scrocchiai le dita, mi avvicinai all'ebreo e iniziai a malmenarlo. Lo afferrai per il colletto della maglia e gli tirai una ginocchiata allo stomaco. Cadde a terra sputando saliva e lo presi per i capelli, sollevandolo. Iniziai a tempestarlo di pugni al volto, calci all'addome. Andai avanti così per una buona ventina di minuti. Ormai l'ebreo era a terra quasi svenuto, quando Kurt mi si avvicinò.

“ Sei bravo! Ma ti do un consiglio. Quando cade aspetti troppo prima di colpirlo ancora. Non devi dargli tregua, ok? “

“ Va bene. Continuo? “

“ No, va bene così “ mi sorrise. Mi ispirò subito simpatia, eppure lo conoscevo da appena mezz'ora

“ Dì un po'. Sei voluto entrare nel nostro esercito per salvarti la pelle oppure perché sei d'accordo con il regime? “

“ ... Perché sono d'accordo con il regime “

“ ... Di me puoi fidarti, ragazzo. Come ti chiami? “

“ Vegeta “

“ Non dirò nulla a nessuno. Io personalmente sono d'accordo solo in parte con il Führer, a me non interessa conquistare il mondo, non ho queste manie di grandezza, voglio solo estirpare gli ebrei “

“ Anche io. Ma sono entrato anche per un altro motivo... “

“ Cioè? “

“ ...... Mia nonna è ebrea. Suo marito, mio nonno, faceva parte dell'esercito tedesco da sempre, già da prima che arrivasse il Führer. Sono molto legati e nonostante mio nonno sia ariano vuole molto bene a mia nonna, ma ormai è vecchio, è in pensione da molti anni e non ce la fanno a spostarsi per scappare. Così mia nonna mi ha pregato di aiutarla e ho deciso di entrare nell'esercito, abbiamo falsificato dei documenti e mia nonna ufficialmente risulta un‘ariana adesso. Me la cavo con le armi. E anche se venisse scoperta la sua vera identità, essendo dentro, conosco gli spostamenti ed i piani d'azione, così potrei avvertirla “

“ È un gesto nobile il tuo, ma quella donna è pur sempre un'ebrea e se venissero a sapere delle tue origini “Impure” potrebbero fartela pagare cacciandoti dalle S.S. o addirittura uccidendoti. “

“ Lo so, ma non ha mai praticato nessun lavoro, quindi non ha mai imbrogliato nessuno. Non può essere uccisa “

“ Non lavorava? Noi soldati non abbiamo uno stipendio poi così alto. Come faceva tuo nonno a mantenere la famiglia? “

“ Mia nonna andava nelle case delle signore benestanti a fare pulizie. Anche volendo come poteva imbrogliare? “

“ No, non poteva proprio... “

“ Esatto “

“ Beh, sta tranquillo. Non dirò nulla a nessuno, tua nonna è in mani d'oro. Adesso seguimi, sei ufficialmente nelle SS. “ sorrise.


            … To be continued…

C'e sempre una speranza (5)

Vegeta e Kurt, due spietati soldati delle S.S., le Schutzstaffel, all'arrivo del treno al campo di sterminio, conducono, insieme ai loro comilitoni, gli ebrei all'interno del lager.
Rischiando ogni giorno la morte, una Judea riuscirà a rompere il ghiaccio nel cuore del crudele soldato. Riusciranno a scappare da Auschwitz? Si salveranno? Non vi resta che leggere.
Storia scritta con Stellina86
 
Autore: vegeta4e 
Rating: Arancione 
Genere: Guerra, Romantico, Storico
Personaggi: Bulma, Chichi, Goku, Nuovo personaggio, Vegeta
Note: AU
Categoria: Anime & Manga > Dragon Ball 

Capitolo 5

19 Giugno 1944 - Cracovia - Polonia

Anche oggi mi tocca fare da guardiano a questi animali. Il Dottor Mengele entra ed esce portando con se i malati. Entra nuovamente addocchiando l'ebrea dai capelli azzurri

“ Mmm e questa? “

“ Ha la febbre. È qui da tre giorni, dovrebbe esserle scesa ma credo che qualche linea di troppo l'abbia “

“ Mmm capisco. Niente male però! Hmhmhm me la terrò per ultima “

“ Hmhmhm come desidera “

“ Molto bene. Tu! Muoviti!! “ urla ad un bambino biondo sui sei anni. Lui lo segue tremando e io ritorno ad appoggiarmi al ripiano

“ Hmhmhm voi due sarete i prossimi “ ghigno fissando due gemelli maschi. Loro sussultano “ Non immaginate nemmeno cosa vi aspetta hmhmhm “

“ ... Perché... Il dottore ci visiterà e basta... “ sussurra appena uno dei due

“ Ahahahah non proprio. Siete sicuri di voler sapere cosa vi attende? “ sbiancano

“ Sarete le cavie del Dottor Mengele, lui adora i gemelli. Ha sempre praticato esperimenti su di loro per studiare le reazioni chimiche. Pensa che siate degli esemplari speciali, sia gli omozigoti che gli eterozigoti “ tutti mi fissano terrorizzati, sono tutti marmocchi tra i due e i diciotto anni, ma ciò non mi ferma, così continuo.

“ Una volta ne ha persino vivisezionato uno... Vivo! “ ghigno. Iniziano letteralmente a tremare

“ Ma non solo. Fa loro delle punture con delle strane sostanze per vedere come muoiono e quanto ci mettono, e non è tutto, strappa i loro occhi e li mette dentro dei contenitori con dell'acqua “ rivelo. I marmocchi urlano scoppiando a piangere. I vecchi presenti non credo abbiano capito perché ormai moribondi e l'azzurra strizza le palpebre, come per scacciare l'immagine dei bambini torturati fino alla morte. In quel momento entra il Dottore. I mocciosi urlano istericamente continuando a piangere disperati. Privo di pazienza il Dottore li prende di peso mentre loro scalciano piangendo terrorizzati. Rimango solo con l'azzurra che, consapevole di essere la prossima, trema terrorizzata. Con noi ci sono solo due vecchi, ma non credo che al Dottore interessino, non servirebbero nemmeno per degli esperimenti. Li osservo entrambi. Uno ha gli occhi chiusi e il petto è immobile. Tsk, morto. L'altro credo abbia perso conoscenza.

“ Hmhmhm dovresti essere onorata! Soddisferai il grande Dottor Mengele! “ dico senza ottenere risposta. Lei continua a fissare il soffitto con sguardo vuoto, spento, lasciando che una lacrima le solchi la guancia.

“ ... Perché fate questo... “ la sento sussurrare dopo poco

“ Siamo esseri umani anche noi... Non abbiamo fatto nulla di male “ singhiozza. Io ghigno

“ Hmhmhm esseri umani. Voi siete degli animali, ecco cosa! “ lei nega debolmente con la testa

“ ... Hitler ci odia... Ma perché? “

“ È molto semplice. Avete rovinato la Germania! “

“ E come? Dimmi come l‘abbiamo rovinata? Molti di noi non sono neppure tedeschi... “ piange

“ Sta zitta, non hai il diritto di parlare “

“ Io sono un dottore... Faccio il mio lavoro onestamente. Come posso portare in rovina il paese che mi ha accolta? “

“ Qui non si parla di te, ma in generale. Tu puoi essere onesta quanto vuoi, ma quelli della tua razza sono conosciuti in tutto il mondo per la loro disonestà! “

“ Non bisogna fare di tutta un'erba un fascio! Non potete arrestare solo i disonesti e trattarli comunque in maniera decente? “

“ E sprecare tempo? Tsk siete troppi, come le formiche! Dovete essere eliminati! Dal primo all'ultimo! “

“ Ma non tutti sono così! Le persone come me che non hanno mai imbrogliato nessuno non ne possono nulla! Perché devono pagare donne, vecchi e bambini per le malefatte di una persona che nemmeno conoscono? “

“ Perchè fate parte della razza ebraica. E mi viene il voltastomaco a sapere che nella mia nazione, nella mia città vivono esseri inferiori come voi!! “ mi volto verso il ripiano dandole le spalle.

“ Se un tuo parente fosse ebreo? Tua madre, tuo padre, tua moglie oppure tuo figlio “

“ Non sono così idiota da sposare una donna inferiore a me e di procheare con lei un figlio, quindi la cosa non mi tocca “

“ Ma i genitori non si possono scegliere. Ci capitano e quelli che sono dobbiamo accettarli. Se mettessero tua madre in un campo come questo? Senza cibo né acqua, costretti a dormire ammassati uno sull'altro in piccole cunette nel muro. Senza vestiti al gelo, senza dignità. E se tu fossi l'incaricato di sorvegliare il suo gruppo, te la sentiresti di farle fare tutti quei lavori? Riusciresti a trattarla come un'estranea? Come se quella donna non fosse tua madre? Io penso di no “

“ ... Mia madre era ariana. Razza pura “

“ Le mie sono soltanto ipotesi “

“ Qui nessuno ti ha chiesto di ipotizzare “

“ Non vuoi rispondere perché sai che ho ragione! “

“ Ripeto che la cosa non mi riguarda. Non avendo avuto una madre ebrea non mi pongo nemmeno il problema di come mi sarei comportato con lei. Piuttosto tu, come te la cavi a letto? “ chiedo a bruciapelo

“ ... Cosa? “ volta il capo verso di me con aria scioccata

“ Hmhmhm spero per te bene, o il Dottore non ti grazierà “

“ ... Non capisco... “ mi guarda con aria sperduta

“ Mi prendi in giro? Tsk “ lei continua a fissarmi interdetta

“ ... Cosa vuol dire che non mi grazierà? “

“ Ma lo fai apposta? “

“ Faccio apposta cosa? “

“ A non capire! “

“ No che non lo faccio apposta! Spiegati! “

“ Voglio dire che se non scopi bene verrai uccisa all'istante! “

“ C” Cosa? “

“ Hmhmhm esatto. Di che ti stupisci? Pensavi che ti desse delle medicine per la febbre? “ rido

“ ............... “

“ Da quel che ho sentito il Dottore non se la cava male sotto le lenzuola, ma ovviamente quello messo meglio a dimensioni sono io “ ghigno

“ Voi tedeschi sapete solo vantarvi! “ sibila lei

“ Hmhmhm sono solo realista “

“ Certo. Se è grande come il tuo cervello allora sei un eunuco “ probabilmente si prende tanta confidenza nel rispondere sicura di morire da un momento all'altro. Se non l'avessi ammazzata io l'avrebbe fatto il Dottore, ma non le avrei mai dato questa soddisfazione

“ Hmhmhm sembri curiosa. Vuoi vedere con i tuoi occhi? “

“ No! Non ci tengo! “ si gira su un fianco dandomi le spalle

“ Hmhmhm ah no? Allora presumo che tu sia rossa per colpa della febbre “ non risponde. Mi avvicino voltandola sgarbatamente

“ Nessuno mi volta le spalle, è chiaro? “ serro i denti. Lei non reagisce si limita a guardarmi negli occhi, lasciando cadere poi lo sguardo sotto la mia cintura, mi scappa un ghigno

“ Che hai da guardare? Ti ho incuriosita per caso? “ arrossisce ancora di più spostando immediatamente gli occhi altrove

“ Sei un porco! “ sussurra quasi

“ Tsk non sei da meno. Mi stavi incenerendo i pantaloni con lo sguardo “

“ Ti sbagli! “

“ Oh no! Io non sbaglio mai su queste cose. Perché non lo ammetti? Per orgoglio? “

“ E va bene! Fammi vedere. Sarà come tutti gli altri! “ ghignando mi stacco dal ripiano al quale ero appoggiato di schiena, aprendo la cerniera. Abbasso quanto basta i pantaloni seguiti dai boxer, facendole sgranare gli occhi. Aspetto qualche secondo, ma quando faccio per rivestirmi, lei allunga una mano toccandomelo, come per assicurarsi che sia reale. Una sensazione di piacere mi avvolge. Vorrei spostarla con tutto me stesso, ma ahimè la lascio fare. Metto una mano sulla sua facendola muovere lungo tutto il membro, prima piano, poi veloce. Lei non si oppone, anzi, continua da sola senza che io debba fare nulla. Di colpo le levo la mano, la sdraio sul lettino, salendoci. Mi metto sopra di lei e dopo averle abbassato i pantaloni della divisa, entro piano, stupendomi non poco di questo mio gesto. Inizio a muovermi sempre più veloce. Lei si aggrappa alle mie spalle, andando al mio stesso ritmo. Poco dopo vengo, ma esco in tempo, sporcando il lenzuolo.
In quel momento sento dei passi provenire dal corridoio. Con un balzo scendo dal letto, rivestendomi per poi appoggiarmi al mobile con la schiena, indifferente. Lei fa lo stesso, si rialza i pantaloni sdraiandosi su un fianco come se niente fosse. La porta si spalanca ed un soldato entra in stanza

“ Il dottor Mengele ha finito. Quelli sono morti? “ guarda i vecchi

“ Uno sì, l'altro è svenuto. Portali via, ormai sono da buttare “

“ Certo. Il Dottore vuole l'ebrea. Portagliela “

“ Vado “ mi avvicino all'ebrea strattonandola giù dal letto. Il mio comilitone esce dalla stanza trascinando i vecchi per i piedi.


            … To be continued…

C'e sempre una speranza (4)

Vegeta e Kurt, due spietati soldati delle S.S., le Schutzstaffel, all'arrivo del treno al campo di sterminio, conducono, insieme ai loro comilitoni, gli ebrei all'interno del lager.
Rischiando ogni giorno la morte, una Judea riuscirà a rompere il ghiaccio nel cuore del crudele soldato. Riusciranno a scappare da Auschwitz? Si salveranno? Non vi resta che leggere.
Storia scritta con Stellina86
 
Autore: vegeta4e 
Rating: Arancione 
Genere: Guerra, Romantico, Storico
Personaggi: Bulma, Chichi, Goku, Nuovo personaggio, Vegeta
Note: AU
Categoria: Anime & Manga > Dragon Ball 

Capitolo 4

16 aprile 1944 - Cracovia - Polonia

Spalanco la porta di legno, urlando poi in tedesco di scendere dai giacigli. Ancora intorpiditi dalla spossatezza scattano in piedi. Faccio l'appello come sempre, e per la seconda volta noto un marmocchio, più piccolo del suo predecessore, questo infatti non deve avere più di cinque o sei anni, l‘età minima a cui sono destinati i prigionieri nel campo per la lavorazione della gomma. Ma si divertono tanto a venire nel campo di sterminio?
Mi avvicino al moccioso
“ Ancora! Sapevo che gli ebrei erano stupidi, ma non pensavo che lo fossero fino a questo punto! Abbandonare il campo di lavoro per entrare in quello di sterminio! “ dico ad alta voce nel silenzio più totale. Kurt e Franz assistono alla scena senza dire nulla, mentre i prigionieri non osano aprire bocca. Ma questa volta non lo avrei ucciso il moccioso, no. Lo avrei risparmiato, facendogli provare le pene dell'inferno, d’altronde un marmocchietto del genere non sarebbe comunque durato a lungo.

“ Come ti chiami, marmocchio? “

“ ... S-Shulim... “

“ Bene. D'ora in poi sarai un numero, proprio come tutti questi schifosi ebrei che ti circondano! “ Sento chiaramente uno dei miei compagni prendere il fucile. Mi volto e vedo Kurt pronto a far fuoco

“ No Kurt. Questa volta lasciamolo vivo. Vuole stare qui, chi siamo noi per impedirglielo? “ dico ironicamente. Lui posa l'arma ghignando e come di norma iniziamo la marcia mattutina. A differenza dell'altro moccioso, questo canta le canzoni. Tsk! Non male! Andiamo avanti così per ore, dalle sei fino al rancio. Franz consegna le scodelle riempite con della zuppa malsana ai judei, mentre io e Kurt entriamo nel commando tedesco, dove c'è ad attenderci un buon pasto. Non facciamo molto caso al marmocchio, convinti come siamo che non sopravviverà e quando un giorno non si presenta all’appello non ci badiamo più di tanto.
Due mesi dopo faccio di nuovo l'appello, ordinando poi agli ebrei di iniziare la marcia. Mi avvicino a Franz

“ Fagli fare due ore di marcia, poi interrompi e fai iniziare i lavori, hai capito? “ lui annuisce controllando i detenuti. Faccio cenno anche alla sentinella di tenere d'occhio gli ebrei. Mi allontano di poco con Kurt, tornando poi in baracca, a quanto pare il generale ci deve parlare.

Ormai sono qui dentro da mesi e mi sorprendo di non essere già morta. Veniamo trattati come animali, ci hanno tolto la dignità, il rispetto e persino il nome. Non abbiamo più i nostri vestiti, i nostri affetti e nemmeno i nostri cari. Siamo stati accusati di cose mai accadute, noi non abbiamo mai derubato i tedeschi. E mentre le mie labbra si muovono da sole per cantare la canzone fascista, penso alla mia vita, al mio passato e al mio futuro.Uscirò mai da qui? E se dovesse accadere, sarò viva? Penso a Shulim, quel povero bambino, mi sento molto legata a lui, mi ricorda mio cugino e voglio proteggerlo, è così piccolo ed indifeso, non merita un trattamento simile, no! Lui non finirà come gli altri! Fortunatamente le S.S. non si sono accorte della sua assenza, il piccolo è nella mia baracca nascosto e relativamente al sicuro, spero che nessuno di loro metta le sue grinfie su di lui! La voce di Franz ci grida di fermarci, per fortuna che capisco il tedesco. Ci dice di iniziare i lavori e di interrompere la marcia. Mi avvicino a dei grossi blocchi di cemento, pronta per spostarlo, quando una ragazza mi si avvicina e, senza farsi vedere, mi parla

“ La vuoi una sigaretta? “ mi sussurra spingendo il blocco insieme a me. Io non rispondo, se mi vedessero parlare mi ucciderebbero all'istante

“ Ho un'amica nel campo di lavoro della gomma, lì hanno mele, coperte, e ci sono meno controlli, sono riuscita a farmi dare due sigarette stanotte, ne vuoi una? “ continua a mormorare.
Da quanto tempo non fumo una sigaretta? Da troppo. Senza nemmeno pensarci l'afferro, mettendola tra le labbra. Prende un fiammifero e accende la mia e la sua, dopo di che prendo una lunga boccata di fumo.
Ci voleva proprio, mi sento già più rilassata. Inspiro una seconda boccata, quando un urlo in tedesco mi fa sussultare.

“ Vegeta!! Vieni!! “ urla da lontano Franz. Mi volto

“ Che c'è?! “ rispondo chiudendo la porta del commando

“ Due prigioniere stanno fumando! “ ringhio correndo nella sua direzione seguito da Kurt. Una volta raggiunto vedo l'azzurra ed un'altra ebrea legate ad un palo

“ Sono loro? “ domando a Franz. Lui annuisce e io mi avvicino alle due prigioniere

“ Tsk, tu mi dai sempre problemi! “ dico all'azzurra. Lei inizia a tremare, probabilmente sicura di essere uccisa, ma non lo farò, non ancora almeno, ci serve per i lavori. La slego malamente, legandole la corda intorno al busto. Prendo l'altro capo della fune, avvolgendolo intorno al blocco.

“ TIRALO!!! “ urlo a pieni polmoni. Lei inizia a camminare tirando con le sue poche forze, il blocco di cemento

“ IN GINOCCHIO!! “ grido ancora. Lei si abbassa, appoggiando le ginocchia sul terreno ancora sporco di neve. Kurt fa la stessa cosa con l'altra ebrea. Vedendo che l'azzurra inizia a rallentare le urlo di continuare, senza però ricevere risultati. Le metto la suola dello stivale sulla schiena, premo verso il basso facendola cadere.

“ TI HO DETTO DI MUOVERTI!! “ le tolgo il piede e lei si rimette a fatica in ginocchio. Appoggia i palmi delle mani sul terreno e lentamente riprende a tirare il blocco. Va avanti così per un paio d'ore, quando cade a terra priva di forze. Guardo l'altra ebrea, ormai morta assiderata, che viene portata ai forni da un soldato.

“ Franz! Slegala e portala nella baracca “ gli ordino indicando l'azzurra. Lui annuisce obbedendo. Kurt ed io rimaniamo con gli altri prigionieri facendo proseguire i lavori. Passano velocemente altri due mesi. Nuovi detenuti sono arrivati al campo e con mia enorme sorpresa l'azzurra tira avanti.
Una mattina spalanco la porta seguito da Kurt

“ IN PIEDI!! “ urlo. Tutti sobbalzano e ancora assonnati scendono dai giacigli. L'unica che resta sdraiata è l'azzurra. Mi avvicino

“ HO DETTO DI ALZARSI! MUOVITI!! “ le urlo in faccia. Lei strizza gli occhi e si gira faticosamente su un fianco, riuscendo poi a mettersi seduta. È affannata e delle goccioline di sudore le bagnano il viso e il collo. La strattono per farla alzare, ma appena tocca il freddo pavimento con i piedi, si accascia a terra priva di forze. Kurt si avvicina abbassandosi

“ Ha la febbre “ dice

“ Sei sicuro? “

“ Sì. È rossa e calda “ si alza e fa per prendere il fucile, ma io lo blocco

“ Fermo. Può ancora esserci utile, portiamola in infermeria, se non si riprende allora la faremo fuori “ dico

“ Sì, va bene ! “

“ Tu resta con Franz, non mi fido a lasciarlo solo. Vedi che tutto proceda come al solito !

“ Certo, stai tranquillo “ prendo per un polso l'ebrea spingendola fuori dalla baracca. Faticosamente si regge in piedi, e poco dopo raggiungiamo la baracca addetta ai malati. Entriamo e lei si sdraia su un lettino libero. Nella stanza insieme a lei ci sono vecchi, bambini di varie età e dei gemelli. Io mi avvicino ad un ripiano dove ci sono siringhe, pinze ed altri attrezzi appartenenti al Dottore del campo, rigirandomene uno tra le mani. In quel momento egli entra in stanza.

“ Ciao, è nuova questa? “ fissa l'azzurra

“ Sì, ha la febbre. In un paio di giorni dovrebbe riprendersi, altrimenti... “ lui ghigna. Mentre continuiamo a parlare, entra il Dottor Mengele, che fissa con un ghigno sadico i presenti nella sala, portando poi con se un vecchio. Per quel pomeriggio faccio io la guardia ai malati, dopo di che mi faccio dare il cambio da un comilitone. Passano due giorni e una mattina entro nell'infermeria. L'azzurra è sdraiata immobile sul lettino bianco. Fissa stancamente il soffitto e la sua fronte è imperlata di sudore. Io ghigno guardando i presenti

“ Hmhmhm non siate così tristi. La vostra fine è vicina “ dico in tedesco. Quei pochi che capiscono sbiancano, gli altri mi fissano impauriti. I mocciosi più grandi iniziano a frignare e i più piccoli, vedendo gli altri piangere, li seguono a ruota senza sapere nemmeno il motivo.

           
… To be continued…

C'è sempre una speranza (3)

Vegeta e Kurt, due spietati soldati delle S.S., le Schutzstaffel, all'arrivo del treno al campo di sterminio, conducono, insieme ai loro comilitoni, gli ebrei all'interno del lager.
Rischiando ogni giorno la morte, una Judea riuscirà a rompere il ghiaccio nel cuore del crudele soldato. Riusciranno a scappare da Auschwitz? Si salveranno? Non vi resta che leggere.
Storia scritta con Stellina86
 
Autore: vegeta4e 
Rating: Arancione 
Genere: Guerra, Romantico, Storico
Personaggi: Bulma, Chichi, Goku, Nuovo personaggio, Vegeta
Note: AU
Categoria: Anime & Manga > Dragon Ball 

Capitolo 3

16 marzo 1944 - Cracovia - Polonia

La mattina successiva la sveglia trilla alle cinque e mezza, costringendoci ad alzarsi. Io e Kurt ci mettiamo velocemente la divisa uscendo poi fuori dal commando. I piedi sprofondano nella neve e a grandi falcate raggiungiamo le baracche. Spalanco la porta con una pedata urlando in tedesco. Gli ebrei sussultano scattando in piedi e Kurt ghigna iniziando a prenderli malamente spingendoli fuori. Una volta messi in riga, alcuni cercano di riscaldarsi le braccia sfregando sugli arti le mani. Vedo correre verso di me un mio compagno che subito non riconosco

“ Franz! Che diavolo stavi aspettando eh?! “ dico irritato

“ Potevate aspettarmi per iniziare! “

“ La sveglia è alle cinque e mezza per tutti! Lo sai che tocca a noi! “ lui sbuffa porgendomi un foglio. Io lo afferro leggendo rapidamente i nomi dei deportati affiancati dai rispettivi numeri

“ Ha detto il comandante che tocca a te fare il raich “ dice. Annuisco e leggo il primo numero, alzando poi lo sguardo sull'ebreo.

“ Tu! “ gli urlo in sua direzione. Lui avanza insicuro di un passo. Passo al secondo, al terzo, fino alla fine della lista, e quando guardo i judei davanti a me ci sono dieci prigionieri più avanti rispetto agli altri. Faccio cenno a Kurt, lui capendo ghigna imbracciando il fucile. Preme il grilletto sparando un colpo in fronte al primo. Gli altri nove capendo il loro destino sbiancano. Franz impulsivamente prende l'arma e spara al secondo, al terzo e al quarto, ma nella foga uccide anche un ebreo non compreso nella lista

“ FERMATI!! “ urlo a pieni polmoni. Lui sembra non sembra non avermi neppure udito e carica un altro colpo. Prima che faccia fuoco gli prendo il fucile

“ Ehi ma! “ protesta

“ HO DETTO BASTA!! QUALCUNO TI HA FORSE DETTO DI SPARARE?! EH?! “

“ No, ma io pensavo... “

“ TU NON SEI QUI PER PENSARE, MA PER OBBEDIRE AI MIEI ORDINI!! È CHIARO?! “ lui sbuffa annuendo. Gli restituisco il fucile lanciandolo nella neve. Lui si abbassa e lo raccoglie, gli ebrei ci fissano stupiti e Kurt uccide i prigionieri della lista. Il mio sguardo cade involontariamente sulla donna dai capelli azzurri. Trema letteralmente e non so se sia per il freddo o per aver visto in anticipo quello che prima o poi succederà anche a lei. Avanzo verso di loro camminando avanti a indietro davanti alla fila

“ Adesso canterete! Marcerete cantando in tedesco la canzone che diremo noi! “ un ragazzino di non più di sedici anni alza la mano. Io mi avvicino

“ Che vuoi sporco ebreo! “ gli dico

“ E... Chi non sa cantare? “ dice quasi in un sussurro

“ Hmhmhm non sai cantare in tedesco? Molto bene “ afferro il fucile e lui sbianca

“ Posso... Posso imparare “ trema. Lancio un'occhiata divertita a Kurt

“ Hmhmhm non imparerà mai “ mi dice. Annuisco e fulmineo gli sparo alla testa. Molti si lasciano sfuggire degli urli, altri serrano gli occhi e avanzando ancora mi trovo davanti alla donna
turchina

“ E tu? Sai cantare? “ sbianca e non risponde

“ TI HO FATTO UNA DOMANDA!! “ urlo

“ ... N” No... Non... Non so cantare in tedesco “ abbassa lo sguardo. Le prendo malamente il viso con una mano, alzandole la faccia in modo che mi guardi negli occhi

“ Sai cosa succede a quelli che come te non sanno le canzoni tedesche? “ ghigno. Lei deglutisce continuando a non rispondere. Prendo il fucile, lei sussulta ma non per paura, nei suoi
occhi, al posto del terrore leggo una sorta di illuminazione, come se le fosse appena tornato in mente qualcosa che non ricordava da tempo. Con un filo di voce inizia a cantare. Con mio grande stupore la fisso e seccato le mollo il viso

“ Basta così “ dico. Lei smette e al mio ordine iniziano a marciare, andando avanti per ore intere. Io, Kurt e Franz osserviamo in disparte i judei seguendoli sulle moto e chi cade, per fatica o distrazione, e chi non canta, viene ucciso. Verso pranzo suona una sirena e portato un grosso pentolone aiuto alcuni miei comilitoni a servire la zuppa di patate ai prigionieri. Il soldato riempie il mestolo versando poi il liquido in una scodella che mi porge e che a mia volta, dò poco garbatamente, a turno, ai judei.
Passa un mese e le cose proseguono come di norma. Kurt spalanca la porta della baracca facendo uscire i detenuti, ordinando loro di mettersi in riga. Franz mi porge la lista dell'appello e una volta finita, noto un moccioso non presente nell'elenco. Mi avvicino facendolo sbiancare

“ E tu?! Da dove sbuchi fuori? “ dico seccato in tedesco. Non risponde fissandomi terrorizzato. Sorrido

“ Hmhmhm non avere paura “ dico ovviamente ironizzando. Lui sembra credermi, difatti sembra più sciolto, non deve avere più di otto o nove anni. Decido di sembrare gentile, i marmocchi credono facilmente a certi atteggiamenti. Mi abbasso alla sua altezza, ma quello che lui interpreta come un sorriso amichevole, uno sguardo più attento non lo confonderebbe mai con il mio classico ghigno

“ Se non sbaglio i mocciosi come te vengono messi nell'altro campo, per la lavorare la gomma della IG Farben “ lui continua a guardarmi immobile

“ Beh? Non rispondi? “

“ Sì... Ero lì... “ sussurra tremando

“ E allora spiegami. I fortunati che vengono portati lì dentro sono salvaguardati, hanno più cibo, degli stracci per coprirsi durante la notte e rispetto agli ebrei chiusi qui dentro hanno più possibilità di vivere più a lungo. Solo uno stupido scapperebbe da lì per entrare nel campo di sterminio “ ghigno. Lui abbassa lo sguardo sulla neve

“ Sono venuto qui... Perchè... Perché c'è la mia cuginetta “ mormora. Cuginetta? Oltre a lui non ci sono altri marmocchi! Alzo lo sguardo sugli altri detenuti, notando poi che l'azzurra deglutisce preoccupata guardando il moccioso. Mi alzo andandole di fronte

“ Hmhmhm bene bene bene. Mi ricordo di voi. All'arrivo eravate mano nella mano “ ghigno. Lei sbianca.

“ Hmhmhm ma che scena smielata! Kurt!! “ annuendo lui si avvicina al marmocchio sollevandolo dal collo della casacca. Il moccioso inizia a tremare e Kurt lo lancia malamente a terra, facendolo sprofondare nella neve. Il marmocchio si rialza debolmente, reggendosi a stento sulle gambe minute. Kurt inizia a colpirlo ripetutamente con il calcio del fucile e qualche calcio

“ Ehi Kurt! Aspetta! “ dico. Lui si volta fermandosi

“ Dimmi “

“ Non ammazzarlo ora. Vuole stare in questo campo? Benissimo. Gli faremo vedere cosa succede a quelli che stanno qui “ lui ghigna approvando, smettendo di infierire sul moccioso. Iniziamo la marcia e noto subito che il marmocchio non canta, ma muove la bocca a caso sperando di imbrogliarci

“ Ehi Vegeta, il marmocchio non canta! Perché non lo ammazzi?! “ mi dice Franz

“ Già, non vorrai risparmiarlo! “ interviene Kurt

“ Hmhmhm abbiate pazienza. Prima lo faccio patire, mi sono accorto anche io che non canta, ma prima di farlo fuori voglio che si stanchi “ ghigno. Passa un'ora e il marmocchio inizia a
vacillare, quando inciampa nella neve, cadendo al suolo. Afferro il fucile pronto a sparare.

“ FERMI!! “ urlo. Tutti si bloccano e con due falcate raggiungo il moccioso ancora a terra. Senza lasciargli nemmeno il tempo di rialzarsi gli sparo alla nuca, ordinando poi a Franz di occuparsi del corpo. Vedo l'azzurra iniziare a piangere sommessamente, coprendosi il viso con entrambe le mani. Si asciuga subito le lacrime per timore di essere uccisa anche lei, fissando poi con occhi rossi e bagnati il cadavere del moccioso. Continuiamo la marcia per ore intere fino alla fine del nostro turno. Io, Kurt e Franz torniamo nel nostro commando, venendo sostituiti da dei nostri compagni addetti alla selezione per le camere a gas.


            … To be continued

C'e sempre una speranza (2)

Vegeta e Kurt, due spietati soldati delle S.S., le Schutzstaffel, all'arrivo del treno al campo di sterminio, conducono, insieme ai loro comilitoni, gli ebrei all'interno del lager.
Rischiando ogni giorno la morte, una Judea riuscirà a rompere il ghiaccio nel cuore del crudele soldato. Riusciranno a scappare da Auschwitz? Si salveranno? Non vi resta che leggere.
Storia scritta con Stellina86
 
Autore: vegeta4e 
Rating: Arancione 
Genere: Guerra, Romantico, Storico
Personaggi: Bulma, Chichi, Goku, Nuovo personaggio, Vegeta
Note: AU
Categoria: Anime & Manga > Dragon Ball 

Capitolo 2

15 Marzo 1944 - Cracovia - Polonia

Le settimane passano e finalmente arriviamo a Cracovia. Scendiamo dal treno e usciamo dalla stazione, e, dopo aver preso le camionette, ci dirigiamo fuori città, dov'è ubicato Auschwitz. Guido, scherzando insieme a Kurt, finche arriviamo davanti al cancello del lager. "Arbeit Macht Frei", "Il Lavoro Rende Liberi". Questa è la scritta che troneggia sul cancello, come una sorta di presa in giro. Entriamo nel campo, andando poi nel nostro edificio che, a differenza delle baracche degli ebrei, è vivibile. Letti caldi, bagni, cibo, riscaldamento. Ci riposiamo dopo il lungo viaggio, per essere poi pronti ad accogliere gli ebrei. Dopo un paio d'ore usciamo dal campo, mettendoci in una fila orizzontale davanti al cancello. Il treno arriva. Spalanchiamo i portelloni per far scendere i prigionieri. Un orribile odore mi invade le narici. Escrementi e cadaveri ipotizzando. Trascino giù da un vagone gli ebrei, quando ne prendo una, dai capelli stranamente azzurri, che tiene per mano un moccioso. Con uno strattone li divido, spingendo bruscamente il marmocchio verso Kurt, che lo afferra per un braccio.

“ Potrebbe essere utile per i lavori nel campo. Che dici, lo teniamo? “ dico

“ Mah, sì. Al limite morirà dopo “ Il moccioso inizia a tremare terrorizzato

“ Hmhmhm ehi! Niente male l'ebrea! “ constata osservando il fisico della donna che tengo ferma

“ Magari potremmo divertirci un po' “ continua lui. Io sorrido

“ Hmhmhm in effetti ora che ci penso ci vorrebbe proprio “ la fisso negli occhi e anche lei mi guarda immobile

“ ... N” no... “ sussurra terrorizzata

“ Tsk però è una sporca ebrea! Ho cambiato idea! Non mi voglio infettare scopando con quella dice Kurt

“ Mmm già... Poco male, le purosangue tedesche sono meglio “ lui sorride complice. In quel momento passa un nostro comilitone e Kurt gli affida il marmocchio ebreo.

“ Simon!! “ urla disperatamente la donna che tengo ferma. Io la strattono

“ Sta buona!! “ la faccio alzare spingendola malamente all'interno del campo. A causa della neve inciampa, finendo a terra.

“ Alzati!! “ la prendo per un braccio sollevandola di peso. Dietro di noi ci seguono centinaia di ebrei, solo quelli ritenuti abili al lavoro, spintonati dai miei colleghi. Li portiamo in una grande stanza, dove vengono privati di ogni bene. Le valigie sequestrate, i vestiti ammassati in un angolo. Continuo a tenere fisso lo sguardo sulla donna dai capelli azzurri. Si guarda attorno spaventata per la rapidità e l’efficienza con cui agiscono i tedeschi. A mano a mano che vengono spogliati, sono portati in una stanza adiacente, venendo consegnati ai barbieri, che li radono su tutto il corpo. Le parti interessate vengono bagnate con uno straccio intriso di disinfettante. Arriva il turno della donna. I lunghi capelli le vengono tagliati corti, alla maschietto. Guarda tristemente i resti sul pavimento, per poi essere spinta verso le docce. Lei si accorge del mio sguardo sul suo corpo privo di veli, e in un gesto di pudore si copre alla meno peggio con le mani, abbassando mestamente lo sguardo. Io sorrido. Adoro incutere soggezione a questi animali. Kurt, affianco a me, si gode lo spettacolo, urlando, di tanto in tanto, degli insulti ai prigionieri. Dopo aver fatto la doccia vengono consegnate loro le divise del campo, una casacca, dei pantaloni e degli zoccoli. Erano pronti per l'ultima fase: il numero tatuato. In fila, avanzano a turno come animali al macello. La donna inizia a tremare. Si guarda intorno terrorizzata, facendo smorfie di dolore sentendo le urla strazianti dei detenuti che stanno subendo il marchio a fuoco. Voltandosi incontra i miei occhi. Impassibili, inscrutabili e, sì, divertiti. Dopo alcuni minuti arriva il suo turno. Il soldato le prende il braccio sinistro, appoggiando con forza gli stampi dei numeri. Lei urla. Grida e piange e, a me, non fa nessuna compassione. Ormai tutti lavati, rasati e vestiti, vengono radunati e spinti nella baracca dove d'ora in poi dormiranno. Un mio collega urla in tedesco di ordinarsi in file orizzontali ordinate. Molti non capiscono, ma terrorizzati di essere uccisi all'istante, notano cosa fanno i compagni di prigionia, e in breve tempo sono tutti ordinati e rigorosamente in silenzio. Con il fucile in spalla avanzo vero di loro, lasciando Kurt e l'altro mio compagno dalla porta. Deglutiscono, tremano, sono terrorizzati. Sorrido sadico. Cammino lentamente davanti ad ognuno di loro, squadrandoli attentamente. Arrivo davanti alla donna dai capelli azzurri, fermandomi di fronte a lei

“ Il tuo nome “ dico freddo

“ ....... “ non osa aprire bocca

“ Rispondi!!! “ urlo

“ B” Bulma... “ alzo il volto verso tutti

“ Esigo che quando faccio una domanda mi venga risposto subito!! “ grido. Annuiscono terrorizzati. Riprendo a camminare, fermandomi davanti ad un uomo

“ Il tuo nome “ lui trema, ma non fiata. Aspetto tre secondi, dopo di che prendo il fucile e gli sparo alla testa. L'ebreo cade a terra privo di vita. Tutti urlano, ma non si muovono di mezzo centimetro

“ Vi avevo avvertiti “ dico. Sento ridacchiare Kurt e mi giro verso di lui. Ricambio il sorriso, tornando poi a camminare in mezzo a questi sporchi ebrei. Fritz  si avvicina, prendendo il cadavere per un piede e trascinandolo fuori dalla baracca, sotto gli sguardi atterriti dei superstiti. Vado avanti così per mezz'ora e, terrorizzati di fare la stessa fine del compagno, rispondono, seppur bisbigliando, alle mie domande. Raggiungo Kurt e insieme usciamo dalla baracca

“ Hmhmhm sei stato grande, amico! Tremavano come foglie! “

“ Hmhmhm grazie. Hai sentito come hanno urlato quando ho sparato a quello? “

“ Hmhmhm già “ ridacchia. Gli do una leggera spinta, facendolo sbandare e lui ricambia, facendomi quasi cadere nella neve. Scherzando entriamo nella baracca. Salutiamo i nostri
comilitoni dirigendoci poi nella sala mensa, ci sediamo ad un tavolo attendendo di desinare, quando si aggiunge a noi un nostro compagno e mio sottoposto: Franz.

“ Hmhmhm salve compari! “ ci saluta

“ Ciao Franz “ rispondo

“ Ehi! Che ne dite di una birra? “ interviene Kurt

“ Sì! Una bella birra! Ottima idea! “ dico

“ Ehi! Andateci piano voi due! L'ultima volta che vi siete sbronzati vi abbiamo trovati seduti sotto il tavolo a ridere come idioti “ a quel ricordo sia io che Kurt iniziamo a ridacchiare. Hmhmhm e chi se lo scorda! Ci siamo divertiti come pazzi!

“ Dai solo un bicchiere “ alzo un braccio facendo cenno a uno degli inservienti di portarci tre boccali. Una volta serviti mi viene un'idea

“ Facciamo una gara! Chi finisce per ultimo la birra fa una penitenza “

“ Ci sto! “ dice Kurt

“ ... E va bene... “ si arrende Franz. Al tre iniziamo a bere. Il primo a terminarla ovviamente sono io, il secondo il mio migliore amico e... Il terzo Franz.

“ Oh cazzo! Che mi fate fare? “ io guardo Kurt ghignando

“ Mmm... Vediamo... Vai dal comandante e digli che è uno sporco figlio di puttana! “ dice Kurt

“ Sei pazzo?! Mi faranno fuori!! “ sbotta Franz

“ Hmhmhm so io cosa farti fare! “ intervengo. Gli altri due si voltano curiosi “ Avanti, spogliati “ dico

“ Cosa?! “ Kurt ghigna

“ Girerai nudo per il commando hmhmhm “

“ Che?! Non posso farlo! “

“ Hai accettato la scommessa! Avanti non fare il moccioso! “ dice Kurt. Lui sbuffa, si alza e inizia con il togliersi la giacca della divisa. Passa alla canottiera e si leva i pantaloni, rimanendo in boxer sotto lo sguardo sorpreso di tutti i commensali che, ammutoliti, osservano la scena divertiti

“ Ecco fatto, soddisfatti? “ io e Kurt ci scambiamo un'occhiata

“ Io ho detto nudo. Levati quei cosi “ indico i boxer

“ Cosa?! No, assolutamente no!! Mi rifiuto! “

“ Hmhmhm ti vergogni di mostrarlo? “ ridacchia il mio amico

“ No, anzi! “ rabbiosamente si sfila anche l'ultimo indumento, rimanendo nudo come un verme davanti a tutta la sala. Molti fanno commenti, altri ridono e io e Kurt ci alziamo e lo prendiamo dalle braccia

“ Adesso facciamo un giretto “ rido e iniziamo il tour. Lui si ribella all'inizio, ma poi ci rinuncia e, dopo circa un'ora, torna in mensa rivestendosi. Io e Kurt andiamo nella nostra stanza e ci mettiamo a letto. Domani inizieremo lo sterminio.


            … To be continued…